Sei donne e un mistero Parte seconda- Sogno del 30/10/2022

Tempo di lettura : 3 minuti

Riprendiamo con il Sei donne e un mistero parte seconda. Nell’ultima parte del racconto emerge il mistero. Una scrittrice di libri relativi alla vita delle persone appare sulla scena. Ha in mano un libro con il mio nome in copertina e legge il mio futuro. Le immagini di questo articolo sono state automaticamente generate con testi descrittivi del racconto originale tramine OpenAI.

La scena interna si anima. Fino ad ora le sei donne sono sempre state in silenzio ma adesso le vedo chiacchierare animatamente fra di loro. Bevono tè e assaggiano biscottini allo zenzero. A me lo zenzero non piace ma fa tanto Natale per cui nel sogno credo ci stia benissimo e ho anche l’impressione di sentirne il profumo. Non capisco perché penso al Natale sapendo benissimo che il sogno è ambientato nel periodo che suppongo essere quello di Halloween. Sembra la scena di un libro di Miss Marple la celebre investigatrice di Agata Christie. Se nel sogno c’è lei di sicuro c’è di mezzo un mistero. Questa parte del sogno è piuttosto confusa ma avverto che c’è un problema legato al tempo che nelle nostre vite è riservato ad amare le persone.

Le donne continuano a discutere e il dibattito si fa sempre più concitato. Parlano del loro futuro come famiglia. Io non capisco bene il senso della conversazione e i ricordi di questa fase sono confusi. Improvvisamente alcune persone si rivolgono direttamente a me dicendo di smettere di galleggiare a mezz’aria e di venire ad aiutarle perché c’è una decisione da prendere.  Mi sento agitato e il sogno assume contorni più indefiniti e confusi.

Mi chiedo come quei personaggi possano essere consapevoli della mia presenza.  Mi avvicino alle figure della scena e chiedo come posso aiutare. Mi spiegano che la discussione verte sul fatto che fra poco ognuna prenderà la propria strada. La donna più anziana dice che è una scrittirice delle vite degli altri. Lei ha il compito di scrivere le vite delle persone su un libro. Non è chiaro cosa sia il libro o cosa vi sia scritto ma la scrittrice applica la sua fantasia al racconto letterario del mistero e ciò che scrive prima o poi si avvera realmente nella vita delle persone.

La scrittrice dice che le loro strade presto divergeranno e l’unità della loro famiglia non esisterà più. Nulla sarà più come prima. Apre un libro con il mio nome e legge con attenzione il contenuto. Quel libro non l’ha scritto lei ma un suo collega. Legge per un po’ e trova alcuni passaggi interessanti. Dice che non trova niente di particolare sulla mia vita ma la sensazione di separazione che il loro gruppo sta per provare sarà uguale anche per me.

Conosco bene l’argomento e nel sogno penso ciò che penso nella vita reale. Solo apparentemente le situazioni non mutano e non si evolvono. In realtà la nostra vita cambia minuto dopo minuto anche se sembra sempre uguale. Poi, un giorno ti svegli e ti accorgi che la tua vita è cambiata dalla notte al giorno e che tu non puoi più farci nulla. Quindi il lasso di tempo per la felicità e amare i nostri cari è breve per cui conviene sfruttarlo e stare allegri. In ciò non c’è mistero, è il semplice divenire e cambiamento delle cose insito nella vita di tutti noi.

Dopo questi ragionamenti ricordo di avere avvertito una sensazione di irrigidimento e incapacità di reagire agli eventi. Sono smarrito, non ho più voce e avverto palpitazioni. La scena circostante svanisce e le donne si dissolvono volatilizzandosi nell’aria. Il silenzio dentro la casa è assordante.

A questo punto mi sveglio. Il sogno termina senza ulteriori colpi di scena ma lasciandomi con una domanda alla quale dare una risposta. Può la nostra mente mettere in atto meccanismi inconsci di autodifesa utili a correggere argomenti altrimenti considerati “pericolosi” per ciascuno di noi ?.

A questo punto mi sveglio. Il sogno termina senza ulteriori colpi di scena ma lasciandomi con una domanda alla quale dare una risposta. Può la nostra mente mettere in atto meccanismi inconsci di autodifesa utili a correggere argomenti altrimenti considerati “pericolosi” per ciascuno di noi ?.

Sei donne e un mistero Parte prima- Sogno del 30/10/2022

Tempo di lettura : 3 minuti

Il risveglio come meccanismo di autodifesa. L’interruzione o la disconnessione onirica, il dualismo fra quiete e tempesta, il sogno “Sei donne e un mistero” contiene tutti questi elementi. La nostra mente ci salvaguarda automaticamente da stress eccessivi sia che essi siano subiti a livello conscio che inconscio. Sigmund Freud già cento anni fa teorizzava il sogno come meccanismo funzionale di censura e riordino delle pulsioni. Nello stato onirico tutto ciò assume una funzione di pulizia profonda e riordino delle sensazioni dominate dal nostro io profondo. Indagate voi stessi attraverso il Training Autogeno opportunamente guidato da un professionista e potrete osservare le vostre emozioni in maniera non emozionale. Ne riparleremo più avanti magari, nell’ambito di un protocollo reale di TA . Per adesso vi auguriamo buona lettura.

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Sei donne si trovano in una vecchia casa di montagna e stanno guardando fuori dalla finestra. L’ambiente interno è molto buio e nella casa si respira umidità e storia. “Storia” è la parola giusta per descrivere la sensazione che vivo nel sogno. Penso alle persone che hanno abitato questa casa e alle storie che hanno vissuto in quei luoghi. La questione mi incuriosisce.  Dal punto di vista onirico l’atmosfera iniziale non è angosciante ma anzi piuttosto accogliente. Nel sogno ricordo di avere avvertito il calore del camino riflettersi sulla mia schiena.  Il tutto è piuttosto convincente e il contesto della vecchia baita è rilassante. In sottofondo si sentono gli scoppiettii della legna secca che arde dentro il vecchio focolare. 

Dopo il risveglio ricordo di avere pensato ai tanti fuochi accesi nel camino. Il paesaggio esterno è immerso nella neve fitta dell’alta montagna e fa senz’altro molto freddo. Io ho l’impressione di galleggiare nell’aria alle spalle delle donne che popolano la scena. Le osservo incuriosito e mi chiedo cosa stiano facendo. La situazione va avanti così per un po’. Ad un tratto la scena esterna cambia. L’ambiente interno è sempre uguale e i personaggi che guardano fuori non si scompongono. Il fuoco del camino continua ad ardere illuminando la stanza che però rimane sempre molto buia.  Ho come l’impressione che la donna più anziana stia aspettando qualcuno o qualcosa. In questo momento la scena esterna mostra un parcheggio sotterraneo delimitato dalla classica segnaletica orizzontale. Il tetto del parcheggio è fatto da roccia viva e tutto attorno ci sono alberi molto antichi aggrovigliati su loro stessi. Nel sogno penso che è veramente strano che una finestra di una vecchia baita di montagna si affacci su un parcheggio sotterraneo. Il tutto mi ricorda da vicino un presepe con i suoi colori forzati e le immaginifiche figure di tanti personaggi. 

sei donne e un mistero, la baita

Dalla casa guardo fuori dalla finestra e vedo mia figlia seduta sul ciglio della strada che conduce al parcheggio mentre armeggia con una chiave a cricchetto e diversi adattatori. Cosa starà facendo ?. Mi avvicino e le chiedo cosa sta combinando. Lei è molto impegnata e risponde che sta smontando il faro antinebbia della mia macchina. Ho già sostituito la lampadina ma c’è un pezzo di gomma che tiene fermo il faro che non ne vuole sapere di andare a posto. Guardo ciò fa e noto che a forza di montare e smontare il faro la vite della staffa ha sforzato la parte in plastica e il faro non si riavvita più. La guardo con affetto e capisco che anche in sogno è sicuramente lei. E’ uno strano misto di donna fra l’intellettual-meccanico e la frivolezza-ragionamento. Il suo DNA mi insegue anche di notte.

Non potrebbe essere che mia figlia.  Distolgo lo sguardo da quella scena e vedo che i muri di roccia del parcheggio sembrano dipinti in maniera artificiosa. Su un palo della segnaletica noto delle indicazioni stradali con nomi di località fra di loro anche molto lontane . Vedo Berlino, Colonia, Pirmassens, Varsavia e Shanghai . Sono tutti luoghi dove tutt’ora ho amici o dove ho veramente vissuto per molti anni. All’esterno della casa appaiono ora alcuni fantasmi svolazzanti. Rimango stupito e penso a cosa ne sia stato del parcheggio della scena precedente.  Fuori fa molto freddo e in lontananza dei contadini avanzano a fatica nella neve molto alta . La scena interna si anima. Fino ad ora le sei donne sono sempre state in silenzio ma adesso le vedo chiacchierare animatamente fra di loro……..

A presto per la seconda parte di “Sei donne e un mistero”

IL PIANETA PROIBITO – parte seconda – Sogno del 3 febbraio 2023 

Tempo di lettura : 2 minuti

Molto bene fanciulli, eccoci qua per la seconda parte del sogno IL PIANETA PROIBITO. Dopo avere bevuto un bicchiere di Coca Zero torno a letto e come solito, per la gioia di mia moglie, mi metto a ronfare nel giro di un secondo. Sono le ore 2:53….

Il sogno ricomincia. La scena è totalmente cambiata, adesso siamo in una struttura alberghiera . Sembra un resort. C’è un edificio che mi ricorda tanto un luogo che frequento d’estate. E’ un posto che nella realtà mi fa sentire molto bene.  Guardo meglio e vedo che si tratta di una costruzione di mattoni appoggiata sugli alberi di un grande parco tagliato all’inglese. Luogo bellissimo e molto curato. C’è una grande tensostruttura tipo quella pressurizzata dei campi da tennis ma il telone è trasparente e dall’esterno si vede dentro.

Ci sono due semisfere costruite in questo modo. Nella prima semisfera vedo molte persone che si stanno divertendo in piscina . Sembra quasi delle terme al coperto. L’acqua fuma ed è calda e ci sono le bolle dell’idromassaggio. Gli occupanti sono tutte coppiette che stanno amoreggiando libertinamente. Le osservo dall’esterno.  Entro nell’altra semisfera anche essa trasparente e non c’è nessuno. E’ riservata solo a me . Mi distendo sul lettino tipico degli stabilimenti balneari estivi. Fa caldo e sono in costume. Anche qui c’è una grande piscina circolare di acqua calda .

Una luce blu è irradiata dal  fondo. E’ molto bella.  Nel sogno ascolto il mio IPOD con i Queen a manetta. Mi tolgo gli auricolari e ascolto i rumori dell’ambiente. Ancora il ronzio di prima ! E’ sempre lo stesso rumore . In questo momento sono con mia moglie. Siamo seduti attorno a un  tavolo tipo quelli in plastica da giardino che si usano d’estate.

Lo scienziato del film : Il pianeta proibito

Stiamo pranzando con piatti enormi di linguine all’astice . A proposito, prossimamente vi posto la mia ricetta delle linguine all’astice e sabato ne cucino un piatto esagerato. Mi volto e improvvisamente senza nessun preavviso circa a dieci metri da noi appare un robot di quelli tipici dei film di fantascienza degli anni 50. Siamo come nella una scena di un film con dottori pazzi, ragazze da salvare in minigonna cortissima e improbabili minacce aliene provenienti da ancora più improbabili robot pieni di lampadine lampeggianti. Tutti guardiamo in quella direzione . Il robot è lentissimo come sempre accade nel film di fantascienza di quel periodo. Anche una lumaca potrebbe sfuggirli e noi non facciamo eccezione. Lui però non ci minaccia e quindi per il momento ci godiamo le nostre linguine all’astice.  Il robot lampeggia e muove le sue antenne grandi come orecchie di un elefante. Chissà cosa sta facendo.

Nel sogno non c’è tensione e sentiamo sempre quei deboli ronzii di ingranaggi meccanici . Mi alzo e vado verso il robot. Lui parla con voce meccanica e chiede informazioni. Il robot dice che deve andare e che si scusa tanto per l’intrusione, non voleva spaventare nessuno ma si è perso e non sa come tornare a casa.

Dice anche che il suo aspetto non deve incutere terrore perché anche lui ha un’anima gentile (Asimov docet). E’ così solo perché uno scienziato pazzo con il pizzetto lo ha costruito in quel modo.  Nel sogno penso che è molto strano che un robot del genere non sia dotato di un navigatore satellitare. Guardo in faccia mia moglie e nessuno di noi, almeno in sogno,  capisce il senso di quella scena. 

Bevete consapevolmente cari miei. Alla prossima !

IL PIANETA PROIBITO – parte prima – Sogno del 3 febbraio 2023

Tempo di lettura : 2 minuti

Il pianeta proibito parte prima è un sogno che si divide in due scene. La sera precedente avevo mangiato una ghiotta piadina ripiena di un prosciutto molto salato e quella notte mi alzai per bere qualcosa. Come nota a margine annoto come il luogo dove mi sono ritrovato nella seconda parte, è per un luogo realmente esistente. Esso offre un porto sicuro al riparo da occhi indiscreti e offre un mondo di sicuro relax. In questo luogo mi rifugio ogni volta che i fatti della vita rovesciano su di me forti preoccupazioni e tensioni, come nel momento corrente. Ho vissuto questo sogno non come un incubo, ma piuttosto come una avventura molto piacevole e dal frutto vagamente proibito.

Buona lettura

IL PIANETA PROIBITO – Parte prima

Il sogno inizia in un labirinto di tunnel sotterranei immersi nel buio quasi totale. Solo in lontananza si scorgono deboli luci che illuminano in maniera fioca il labirinto. Le pareti sono rivestite di mattoni-scaglie. Non so se sono mattoni o scaglie di pesce.

Io sono presente e vivo l’ambiente in prima persona ma non riesco a vedermi. Nel sono sono solo . Rumori echeggiano  in lontananza. Capisco che sono sottosuolo dello stadio di calcio della mia città. Improvvisamente sbuco da un buco sulla superficie. Metto la testa fuori e vedo che sono circondato da alti teloni di plastica trasparente avvolti tutto attorno agli alberi della zona. Questi teloni formano una barriera che forse è una piscina che sta per essere riempita di acqua. Forse è una barriera protettiva ma non so da cosa mi devono proteggere. Più probabilmente è proprio una piscina.

Torno nei tunnel sotterranei. Odo ronzii nelle vicinanze. Sento anche degli odori. Sono odori di quando ero bambino e sembrano quelli dell’olio che ingrassava gli ingranaggi del meccano. Anche alcuni pezzi di ingranaggi che ho in mano sembrano proprio quelli del meccano. Anche le mie mani sembrano coperte da un velo di olio. Mi muovo lungo il tunnel e i ronzii mi inseguono. Nulla di minaccioso, non sono preoccupato. Non è un incubo, ma piuttosto una avventura. Non so che fare e cerco di decidere qualcosa.

la miniera di Malcantore

Non ho freddo e non mi sento minacciato, ho solo la vaga sensazione che mi stiano aspettando da qualche parte. Il sogno continua e c’è una fine a questa scena ma non ricordo con precisione il contenuto. Ho comunque l’impressione che si riferisca a una scala mobile che si dirige verso la superficie. Vagamente ricordo una macchina che mi sta aspettando ma è una percezione confusa. Il sogno svanisce, io mi sveglio e mi dirigo in cucina per bere qualcosa….

Alla seconda parte per scoprire l’epilogo del sogno

Blue shield and the ghost in red – Sogno del 31/12/2022

Tempo di lettura : 4 minuti

Il sogno Blue shield and the ghost in red potrebbe anche potuto avere il titolo di Un’estate al mare. Ho deciso di intitolare il racconto in questo modo perché ciò che più mi ha colpito è stata la figura del fantasma rosso. Non saprei il perché, ma ragionando a posteriori la figura del misterioso figuro non è sembrata poi così centrale . Eppure in qualche modo sento che questo personaggio ha avuto un ruolo importante nel racconto. Sicuramente il sogno è un ottimo esempio del funzionamento dell’ideoplasia e della teoria dei colori del Lüscher che da trent’anni sono alla base dei miei training autogeni. Ne parleremo, ma non adesso. Per ora leggiamo il racconto e distendiamoci.

Buona lettura a tutti voi e se potrete, vi consiglio di indagare il vostro colore affettivo con il test del Lüscher.

Il sogno ha inizio in una grande struttura circolare semi interrata di uno stabilimento balneare. Il pavimento è coperto da spesse dune di sabbia come se la struttura fosse stata abbandonata da anni. Sembra una colonia-hotel tipica degli anni del fascio. Voglio dire che appare costruita con le forme tipiche dell’architettura circolare tipica dello stile impero. Dalle finestre filtra una debole luce biancastra a forma di lama. Vedo l’aria polverosa attraversare i raggi di luce che filtrano dalle imposte scardinate.

Colonia Fasci combattenti – Rieti

Sono rannicchiato in un angolo e non so che fare. La scena è immersa nel silenzio più totale. Al piano superiore di questa struttura so che ci sono le stanze per gli ospiti. Salgo le scale anche esse circolari. Queste scale conducono alla parte superiore dello stabilimento balneare-hotel. Giungo al primo piano e capisco che quella è la colonia dove andavo in montagna da piccolo. Lunghi corridoi separano due file di camere. Il corridoio è talmente lungo che non si riesce a scorgerne la fine.

Il tutto è immerso in una penombra mediamente poco rassicurante. Faccio un paio di passi e sento un fruscio davanti a me. Guardo ma non vedo nessuno. Mi fermo impaurito. Prima di procedere inforco gli occhiali da vista. Questo è molto strano perché anche nel sogno so benissimo di non averne più bisogno. Comunque sia voglio essere pronto a tutto. Di nuovo odo il rumore di prima . Non so che fare. Sono ore che cammino per il corridoio ma ancora non ne vedo la fine. Davanti a me c’è una scala, conduce sul tetto della colonia-hotel. Decido di salire. Sono sul tetto e la luce è veramente accecante, tipo deserto sahariano. Scorgo un’asta portabandiera. Guardo in alto e vedo che è la bandiera italiana. Accanto all’asta c’è il timone a ruota di una nave da crociera stile locandina del film Titanic. C’è anche un tavolino di alluminio anodizzato tipico dei bar di provincia con appoggiato sopra un Martini dry. Ancora sabbia tutto attorno a me. Mi chiedo seriamente cosa ci faccia un Martini dry su un tavolino da bar sul tetto di una struttura balneare abbandonata. Vedo che il liquido trema sempre più, come se un essere mostruoso stesse per raggiungermi con giganteschi passi. Non ho armi e non so come difendermi. Decido di ripercorrere le scale che mi riporteranno al piano terra dove tuto è iniziato .

The ghost in red – una fantasma amichevole

Improvvisamente la scena cambia e mi vedo rannicchiato con le spalle al muro presso il pian terreno dell’inizio del sogno. Tutto è immerso in una quantità paurosa di colore rosso pulsante. Sembra di essere in un buco nero che invece di essere nero è rosso ed emette luce rossa. Una figura vagamente umanoide e indefinita sta attraversando come un fulmine la stanza da parte a parte. Sbuca da un muro e scompare nell’altro. E’ una figura sfrangiata e distorta di colore rosso fuoco, sembra composta da sola luce anch’essa rossa. La scena si ripete più volte. Misuro gli intervalli delle apparizioni e vedo che il lasso di tempo fra una apparizione e l’altra è sempre lo stesso al millesimo di secondo. Stranissimo. E’ un fantasma che appare a intervalli regolari. Sono minacciato e devo reagire.

Ho l’impressione che il sogno sia in pausa. Quando la trama riprende mi ritrovo avvolto da un vortice di luce blu profondo. E’ uno scudo scuro ma luminoso nello stesso tempo. Nella realtà il colore dell’accoglienza è il mio colore affettivo contro la necessità di reazione offerta dal rosso. La tensione sta per essere spenta dal contrasto della calma. Nel sogno penso che gli anni di training autogeno hanno fatto il loro dovere.

The blue ultrashield protegge il mio Io profondo

Sono in piedi nel centro della stanza e aspetto che la figura attraversi l’ambiente come ha sempre fatto. Il vortice blu si sta spostando con me e man mano che avanzo il rosso diminuisce fino ad esserne circondato. Il fantasma passa a un millimetro di distanza da me. Appena l’essere misterioso è passato mi dirigo con calma verso la scala che conduce al piano superiore. In una camera trovo mia moglie che come al solito sta russando in compagnia di mia figlia. La scena che prima esprimeva solo polvere ed abbandono adesso è cambiata. Vedo qualche cameriere in giacca e cravatta che sta portando delle consumazioni nelle camere. Ci sono ospiti che passeggiano per il corridoio ma tutti sono vestiti come marinaretti di inizio secolo, inclusi di ombrellini parasole fin de siècle. La scena ha un sapore vagamente bohémien. Anche io sono vestito stile bon ton marinaresco con tanto di ridicola paglietta calcata in testa .

Mia moglie e mia figlia si sono svegliate , davanti alla colonia-hotel arriva la nostra carrozza da passeggio. Tutti saliamo sul calesse e ci dirigiamo verso il bagnasciuga al largo del quale avvistiamo alcune balene provenienti dall’artico. Il sogno finisce qui senza ulteriori colpi di scena. Bah !

Buon Martini dry a tutti e Save the whale 🙂

Vecchine natalizie e salami esplosivi – Sogno del 12/1/1015

Tempo di lettura : 4 minuti

Questo sogno che narra di vecchine natalizie e salami esplosivi è talmente sconclusionato che non ho neppure tentato di osservarlo all’interno di un protocollo di training. Non per forza tutti i sogni devono avere un filo logico tale da potere essere elaborati una volta svegli. Anzi, molto spesso i sogni sono sconclusionati e tutto ciò che ricordiamo è semplicemente un insieme di più episodi o più scene non necessariamente legate fra di loro. Leggiamo assieme questo racconto e prendiamolo come viene, in piena leggerezza e divertimento. Ps: La foto che vedrete allegata alla presentazione è proprio la vecchina del sogno. E’ una vecchia decorazione del nostro albero di natale. Questo addobbo avrà circa circa ottanta anni, ma senza di lei non è Natale.

Buona lettura a tutti.

Il sogno ha inizio su un grande impianto estrattivo situato in mezzo al mare. La struttura è gigantesca e si estende su più livelli. Odo suoni bassi e pulsanti che rimbombano attraverso i tubi metallici della struttura. Ha tutta l’aria di un enorme videogioco che si estende su più livelli. Vedo parecchi silos molto grandi dei quali ignoro il contenuto. Leggeri rumori di macchine provengono dai piani bassi della struttura, e sbuffi di vapore o gas escono dai tubi.  Sono incaricato di dirigere una squadra che deve fare dei test antincendio.

Lavoro alacremente per mettere a punto un sistema che è della massima importanza per la sicurezza di quel luogo. Fra pochi giorni l’impianto sarà testato dal mio capo che è una donna severissima. Effettuo personalmente alcune messe a punto e mi arrabbio con il mio personale perché non è stato preciso. Tutte le messe a punto avvengono di notte, la scena si ripete per un paio di volte e nel sogno mi vedo dall’esterno mentre controllo idranti e sistemi elettronici di rilevazione. Le luci sono bianche e fredde, la notte è limpida e il cielo è terso ma io non mi curo di questi dettagli perché sono troppo impegnato a lavorare per la verifica che dovrò subire tra poco. Il mio capo è arrivato con un leggero anticipo e si è accomodata su una vecchia sedia a da mare di quelle fatte di plastica intrecciata che si usavano parecchi anni fa. Io faccio l’ultimo giro per vedere se tutto è pronto.

Chiudo una porta a tenuta stagna e improvvisamente la scena cambia. Mi ritrovo a vivere in un palazzo lussuoso situato non so dove. Ho appena acquistato un appartamento presso questa struttura e sembra che ci siano diversi problemi che non riesco a identificare. Forse sono problematiche relative al garage o forse no. Visto da fuori il palazzo sembra un ministero sontuoso e imponente nella sua costruzione. All’interno assomiglia a uno di quei palazzi moderni newyorkesi dove l’architettura è razionale e tutto è perfetto. Sono in compagnia di mia moglie e mia figlia che però in sogno non corrispondono alle persone. Solo mio fratello è veramente mio fratello. Anche lui ha un appartamento nello stesso palazzo.

Sarà questo il cottage del sogno ?

Entro in casa salendo una scaletta di pietra in stile moderno che sembra condurre ad un cottage alpino. Fuori è freddo e c’è la neve. Saliamo le scale e noto che incassato nel terreno ai piedi della scalinata c’è uno stretto acquario con una trota che vi nuota dentro. Penso che architettonicamente parlando è bellissimo, ma che la trota soffre inutilmente invece di vivere libera in un fiume.

Appena sopra la scala d’accesso c’è un pianerottolo e mio fratello mi illustra l’atrio del palazzo. Una meravigliosa piscina interrata è a disposizione dei condomini. La conoscono in pochi e in generale non è mai troppo affollata. Tutto attorno alla piscina ci sono alte pareti vetrate e si può vedere il paesaggio innevato.

Alcuni ascensori portano direttamente dentro il proprio appartamento quindi si può salire e scendere nella massima riservatezza. Enrico (mio fratello) sembra contento che si sia tutti assieme. Sicuramente ci vedremo più spesso. Facciamo un giro ai piani alti tanto per vedere la struttura del palazzo. Mentre giriamo mi fa visitare il suo appartamento dove tutto è perfetto. Il palazzo è stato appena costruito e vi sono innumerevoli camerieri e personale di servizio che gira senza sosta. Mio fratello nota una imperfezione in un battiscopa esterno del corridoio che conduce alla sua abitazione e mi dice che deve chiamare qualcuno a farlo sistemare. Mi lascia solo per qualche momento.

Dopo poco incontro una vecchietta che credo di riconoscere. Il suo volto non è nuovo ma per una qualche ragione non riesco mai a vederla in volto perché mi rivolge sempre le spalle. Ma certo adesso la riconosco! E’ un addobbo dell’albero di natale che aveva da piccola mia moglie!. E’ incredibile, cosa ci fa in questo sogno il personaggio di una delle decorazioni del nostro albero di natale?. La signora si avvicina. Dice che ci sono stati casi di avvelenamento da cibo o acqua e che è necessario dare delle analisi per scoprirne la provenienza. Mi prega di prelevare dei campioni dal bar del palazzo e farli analizzare.

Mio fratello si dirige verso il suo appartamento (ma non era andato via ?) e io resto in compagnia della vecchietta. Iniziamo a raccogliere i primi campioni di cibo. Prelevo un panino al prosciutto riferito a una certa data di produzione nella quale presumibilmente sono iniziati i contagi degli alimentari avariati. Poi prelevo una bottiglia d’acqua per verificare se il contagio può derivare dal batterio della legionella. Noto che sul tavolo c’è mezzo salame abbandonato. Lo metto in un contenitore a chiusura ermetica. Vedo che sulla superficie del salame ci sono dei misteriosi puntini bianchi che probabilmente sono creati da una pericolosa muffa alimentare.

Sarà il famoso salame esplosivo?

La signora continua a parlare senza sosta come fanno talvolta i vecchietti un po’ svampiti e nel frattempo mi porta in giro per il palazzo. La struttura adesso assomiglia a una lussuosa nave da crociera. La vecchietta mi dice di fare preso a fare analizzare i materiali prelevati perché ci sono delle persone in pericolo. Noto che il palazzo-nave ha molte persone le quali si dirigono frettolosamente verso i loro posti di lavoro o verso misteriosi incontri. Il tutto ha l’aria molto attiva e piena di persone che lavorano alacremente. Io ho il salame in mano e avverto che sono in pericolo. Non so se a causa del colesterolo o a causa della probabile presenza di muffe.

Con quel salame ho una voglia matta di farmi in panino ma improvvisamente decido di lanciare l’insaccato il più lontano possibile. Mentre è ancora in aria il salame esplode confermando la sua estrema pericolosità. Come accade in un videogioco la missione è stata completata e il sogno finisce qui.